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Tutti i dintorni Il bosco delle meraviglie

Bomarzo e il Parco dei Mostri

A circa 38 km da La Quiete, il Sacro Bosco di Bomarzo è un giardino rinascimentale unico, popolato da sculture gigantesche scolpite nella roccia e immerse nel verde.

Circa 38 km
Bomarzo e il Parco dei Mostri
Bomarzo e il Parco dei Mostri

Nella valle sotto il borgo di Bomarzo, a circa 38 km da La Quiete, si nasconde uno dei giardini più singolari d'Europa. Il Sacro Bosco, conosciuto da tutti come Parco dei Mostri, è un percorso nel verde popolato da figure gigantesche, animali fantastici, divinità e architetture impossibili, scolpite direttamente nei massi di roccia vulcanica che affiorano dal terreno.

Il bosco di Vicino Orsini

Il giardino fu voluto a metà del Cinquecento dal principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino, signore di Bomarzo. Uomo d'armi e di lettere, Vicino visse anni difficili: combatté nelle guerre del suo tempo, fu fatto prigioniero e, dopo il ritorno, perse la moglie Giulia Farnese. Il bosco, avviato intorno agli anni Cinquanta del secolo e cresciuto nei decenni successivi, è spesso letto come il riflesso di queste vicende personali, un luogo fatto, come si legge in una delle sue iscrizioni, "sol per sfogare il core".

Il progetto è tradizionalmente attribuito all'architetto Pirro Ligorio, mentre le sculture sono state collegate a Simone Moschino, anche se gli studiosi discutono ancora sulle diverse mani che vi lavorarono. A differenza dei giardini rinascimentali ordinati e simmetrici, il Sacro Bosco sembra pensato per spiazzare il visitatore, alternando meraviglia, ironia e inquietudine.

Le sculture e i loro enigmi

Le figure sono scolpite nel peperino, la pietra vulcanica grigia della Tuscia, lavorata sul posto a partire dai blocchi naturali. Tra le più celebri c'è l'Orco, un enorme volto con la bocca spalancata che si può attraversare: all'interno si trova una piccola stanza con un tavolo di pietra, e intorno alla bocca corre un'iscrizione enigmatica. Poco lontano si incontrano un elefante da guerra che stringe un soldato con la proboscide, un drago in lotta con le belve, una gigantesca tartaruga sormontata da una figura femminile, sirene, ninfe e il colossale gruppo dei due giganti in lotta.

Una delle esperienze più curiose è la casa pendente, un piccolo edificio costruito volutamente inclinato: entrando, il senso dell'equilibrio va in confusione e il corpo fatica a capire dove sia la verticale. Verso la parte alta del percorso, un elegante tempietto a pianta ottagonale chiude idealmente la visita, ed è tradizionalmente legato alla memoria di Giulia Farnese.

Lungo tutto il percorso compaiono iscrizioni incise nella pietra, frasi enigmatiche e versi che invitano il visitatore a interrogarsi sul senso del luogo. Ancora oggi gli studiosi ne propongono letture diverse, legate alla letteratura cavalleresca, alla mitologia classica e al gusto rinascimentale per il meraviglioso, senza che nessuna chiave riesca a spiegare tutto.

Dall'oblio alla riscoperta

Dopo la morte di Vicino il giardino fu abbandonato e per secoli le sculture rimasero sepolte dalla vegetazione. La riscoperta avvenne nel Novecento, quando artisti e intellettuali tornarono a interessarsi al bosco, e un lungo intervento di recupero avviato negli anni Cinquanta lo restituì al pubblico. Oggi il parco è di proprietà privata e si visita lungo un percorso segnalato; per aperture e modalità di visita conviene consultare il sito ufficiale.

Una gita adatta a tutta la famiglia

Il Parco dei Mostri piace molto anche ai bambini, che trovano tra gli alberi creature da scoprire e un percorso che somiglia a una caccia al tesoro. Il sentiero alterna tratti ombreggiati e piccole radure, ed è piacevole in ogni stagione. Da La Quiete si raggiunge in auto in giornata, attraversando la campagna della Tuscia verso la valle del Tevere. Dopo la visita vale la pena salire anche al borgo di Bomarzo, dominato dal palazzo Orsini, prima di rientrare alla villa per una serata tranquilla in giardino, magari accendendo il grill o il forno a legna.

Consigli pratici

  • Il percorso nel bosco si svolge su sentieri sterrati, in parte in pendenza: scarpe comode e, dopo la pioggia, calzature adatte al fango.
  • Aperture, biglietti e servizi del parco vanno verificati sul sito ufficiale prima della visita, soprattutto in bassa stagione.
  • Prendetevi il tempo di seguire il percorso fino in fondo: molte sculture si scoprono solo addentrandosi nel bosco, e i bambini lo vivono come una caccia al tesoro.
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